Fattura elettronica: Cosa cambia nell’E-commerce?

02/11/2018 Admin Fattura elettronica Letta 419 volte

Con l’avvio della fatturazione elettronica, dal 1 gennaio ci saranno dei cambiamenti anche nel mondo dell’e-commerce? Scopriamolo insieme...

Innanzitutto, dobbiamo dire che il regime fiscale dell’E-commerce si differenzia a seconda:

  • Della tipologia della transazione: bisogna fare una distinzione tra commercio diretto e commercio indiretto.
    • immagini
    • siti web e web-hosting
    • software
  • Della tipologia dell'acquirente: su questo punto bisogna fare una distinzione tra un acquirente consumatore (un privato) rispetto a un’acquirente professionista (o azienda con partita iva)
  • Del paese di destinazione: infine la distinzione da fare dipende dalla residenza dell’acquirente se:
    • In Italia
    • In un paese della Comunità Europea
    • Un paese EXTRA UE


Vediamo nel dettaglio il trattamento fiscale
a seconda delle differenti opzioni


Il regime fiscale nell’E-commerce diretto

Si parla di e-commerce diretto quando si tratta la vendita di articoli virtuali non materiali e la consegna avviene unicamente per via telematica.
Le principali tipologie di articoli/servizi vendute per via telematica che rientrano nel commercio online diretto sono:

  • musica
  • film
  • giochi
  • corsi e-learning

Tutte le vendite che rientrano nell’e-commerce diretto (sia B2C che B2B) sono sempre soggette all'emissione della fattura. Vi sono però delle distinzioni che riguardano l’IVA a seconda di chi acquista il bene e dove ha la residenza.

L’acquirente è un consumatore (privato)

- L’acquirente è un consumatore privato e risiede in Italia o comunque in un paese della Comunità Europea: bisogna emettere fattura comprensiva dell'aliquota IVA ordinaria. A partire dal 1° gennaio 2019 è stata introdotta una soglia annua a livello comunitario, pari ad euro 10.000, soglia al di sotto della quale le operazioni di commercio elettronico rimangono imponibili ai fini dell’Iva nello Stato membro di stabilimento del prestatore.

- L’acquirente è un consumatore privato e risiede in un paese fuori della Comunità Europea: bisogna emettere fattura senza applicazione dell'IVA italiana ed è obbligatorio inserire la dicitura "Operazione non soggetta ad IVA, articolo 7 septies, lett. i, DPR n. 633/1972".

L’acquirente è un azienda/professionista con partita iva

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in Italia: bisogna emettere fattura comprensiva dell'aliquota IVA ordinaria.

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in un paese UE: bisogna emettere fattura senza applicazione dell'IVA italiana ed è obbligatorio inserire la dicitura "Operazione non soggetta ad IVA, articolo 7 septies, lett. i, DPR n. 633/1972".

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in un paese fuori dalla Comunità Europea: bisogna emettere fattura senza applicazione dell'IVA italiana ed è obbligatorio inserire la dicitura "Operazione non soggetta ad IVA, articolo 7 septies, lett. i, DPR n. 633/1972".

Il regime fiscale nell’E-commerce indiretto

Si parla di e-commerce indiretto quando si tratta la vendita di articoli materiali come calzature, abbigliamento, profumi, giocattoli etc. in cui la consegna avviene fisicamente ovvero tramite un corriere che porta il materiale all’indirizzo dato dell’acquirente.
Le vendite online che rientrano nell’ec-ommerce indiretto NON sempre sono soggette all'emissione della fattura, bisogna fare infatti una distinzione tra acquirenti privati e acquirenti con partita IVA.

L’acquirente è un consumatore (privato)

- L’acquirente è un consumatore privato e risiede in Italia: in questo caso NON si è obbligati a emettere fattura. Ovviamente, nel caso in cui ci sia comunque richiesta nel momento dell’acquisto da parte del consumatore di ricevere la fattura, l’azienda dovrà inviarla.

- L’acquirente è un consumatore di un altro paese UE: gli obblighi del venditore variano a seconda che abbia raggiunto, o meno, la cosiddetta "soglia", cioè un limite (compreso tra 35 mila e 100 mila Euro) che può essere stabilito da ciascuna paese membro. Nel caso si tratti di operazione "sotto soglia" si applicano le stesse regole viste per gli acquisti effettuati da consumatori italiani, viceversa (operazioni "sopra soglia") dovranno essere adempiuti specifici obblighi che prevedono l'accreditamento ai fini IVA nel paese UE interessato e l'emissione di una duplice fattura (una, per l'Italia, non imponibile IVA e l'altra, valida per lo specifico paese UE, con applicazione dell'aliquota prevista).

- L’acquirente è un consumatore privato e risiede in un paese fuori della Comunità Europea: Il venditore dovrà emettere fattura non imponibile IVA ex. art. 8 del D.P.R. n. 633/72 e dovrà presentare apposita dichiarazione in dogana (per acquisire il cosiddetto "visto uscire").

L’acquirente è un azienda/professionista con partita iva

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in Italia: si emette una normale fattura con IVA.

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in un paese della Comunità Europea: quella che si configura è un'operazione intracomunitaria e si applicheranno le disposizioni previste dal D.L. n. 331/93. In particolare, l'operazione sarà da considerarsi non imponibile IVA pertanto il cedente emetterà fattura non applicando l'imposta (ma indicando che si tratta di operazione non imponibile ex art.41, D.L. n.331/93). Viceversa, l'acquirente effettuerà un acquisto intracomunitario nel Paese di destinazione del bene, assoggettando l'operazione ad IVA mediante il meccanismo del reverse charge. Sia il cedente che il cessionario compileranno il modello Intrastat.

- L’acquirente è un’azienda o professionista con partita IVA con sede legale in un paese fuori dalla Comunità Europea: come avviene pe gli acquirenti privati, il venditore, pertanto, dovrà emettere fattura non imponibile IVA ex. art. 8 del D.P.R. n. 633/72 e dovrà presentare apposita dichiarazione in dogana (per acquisire il cosiddetto "visto uscire").

E nell'E-commerce?

Sia nei casi in cui sia obbligatorio emettere fattura, sia nei casi in cui non sia obbligattorio (ma l’acquirente voglia comunque richiedere fattura) dal 1 gennaio 2019 il sistema E-Commerce dovrà essere nelle condizioni di emettere fattura elettronica che NON dovrà più essere inviata al cliente tramite posta ma dovrà essere inviata allo SDI che, dopo i dovuti controlli, si impegnerà a inviare la fattura al cliente.

A tali fini è necessario che in fase di registrazione nel sito E-commerce venga chiesto all’utente, oltre ai soliti per la fatturazione, la PEC oppure il Codice Destinatario ovvero il codice alfanumerico di 7 cifre che identifica il canale di emissione e ricezione preferenziale con cui gestire i flussi delle fatture elettroniche.

E’ quindi consigliabile, che il tuo sito E-commerce sia collegato a un software gestionale aggiornato secondo la normativa in merito di fatturazione elettronica.


Per maggiori dettagli sul modulo della Fatturazione Elettronica di Sublima
vi invitiamo a inviare una mail senza alcun impegno a info@sublima.it

Categoria:
Fattura elettronica